L’aviazione militare in Svizzera
La storia dell’Avia non può prescindere da quella delle forze aeree nell’esercito svizzero, e nemmeno da quella della difesa contraerea elvetica. È per questo motivo che ne ripercorriamo qui la storia, per sommi capi ovviamente e rinviando alle numerose pubblicazioni sull’argomento per chi volesse avere notizie più approfondite e documentate. La storia dell’aviazione militare svizzera ha inizio paradossalmente con un insuccesso: quello del rifiuto nel 1910 da parte del Consiglio federale, del finanziamento per la formazione dei piloti militari. È in seguito a questa decisione politica che la Società svizzera degli ufficiali lanciò qualche anno dopo una colletta per l’acquisto di velivoli; ma i due milioni di franchi raccolti non vennero impiegati: nel frattempo era scoppiata la prima guerra mondiale che sospese le attività in questo campo sul suolo elvetico.
È ancora una contingenza di mancato appoggio finanziario che dà avvio al periodo postbellico. Nei due decenni successivi alla prima guerra mondiale l’aviazione militare svizzera non fece che pochi progressi: si deve però a questo periodo l’inaugurazione di alcuni fra i principali aeroporti militari: quello di Thun (nel 1920), quello di Losanna (1925), quello di Payerne (1935). Con gli anni Trenta, il Consiglio federale appoggiò l’acquisto di aerei da combattimento e aziende svizzere cominciarono a produrre aerei da caccia e da ricognizione. A metà degli anni Trenta la forza aerea acquisì uno statuto indipendente nell’esercito: dal 1936 l’aviazione è arma indipendente e comprende anche la difesa contraerea.
L’inizio della seconda guerra mondiale trova un’aviazione svizzera in pieno sviluppo ma con effettivi tutto sommato ridotti: poco più di un centinaio di aerei da combattimento dei quali la maggior parte biposto. Con l’inizio degli anni Quaranta continuò la costruzione di aeroporti militari: Emmen, Buochs, Meiringen, Interlaken, ma poi anche Lodrino, Locarno, Sion. Dal 1941 la costruzione di aerei militari si trasferì da Thun a Emmen. Nella primavera del 1940, durante la campagna di Francia, l’aviazione e, dopo il 20 giugno 1940 la difesa contraerea, furono impegnate in alcuni combattimenti conseguenti a violazioni delle frontiere da parte di aerei stranieri.
Alla metà del 1945 l’aviazione svizzera poteva contare su più di cinquecento aerei (Messerschmitt tedeschi o velivoli di produzione svizzera) e su circa duemila cannoni per la difesa contraerea.
Con il secondo dopoguerra, si aprono per l’aviazione prospettive di intenso sviluppo, agevolato da acquisizioni industriali e tecnologiche del tutto nuove. Sono anni di intensa attività di acquisto di velivoli (Mustang, Vampire, Venom). Negli anni Cinquanta e Sessanta lo sviluppo della dotazione di aerei richiese un adeguamento delle infrastrutture e furono costruiti gli hangar sotterranei e predisposto l’atterraggio sulle autostrade della rete nazionale. Anche la contraerea fu potenziata nei mezzi, sia nella dotazione dei cannoni, sia nei sistemi di sorveglianza. Lo sviluppo continuò fino ad anni a noi più vicini: verso la fine degli anni Novanta si assistette a una svolta decisiva nelle tecniche di difesa contraerea in Svizzera, con la sostituzione della tecnologia dei cannoni con quella dei missili teleguidati. Il numero di aerei da caccia introdotti a partire dal 1945 subì comunque una notevole flessione, che coincise con un rilevante aumento della qualità e delle potenzialità tecniche.
L’Avia della Svizzera italiana
L’Avia della Svizzera italiana è stata fondata nel 1981, inizialmente come AVIA DCA della Svizzera italiana. La forma che conosciamo oggi è quella che deriva dalla modifica degli statuti del 2000, secondo i quali l’Associazione ha assunto il nome di «AVIA Sezione Svizzera italiana». L’Associazione, sezione svizzera italiana della’AVIA Società degli ufficiali delle forze aeree e della Società ticinese degli ufficiali, ha come scopi quello di migliorare le conoscenze militari dei suoi soci, quello di promuovere le forze aeree e divulgare la loro conoscenza presso il grande pubblico, quello di assecondare lo spirito di solidarietà e di cameratismo tra i soci.
Va ricordato che la società mantello svizzera, presieduta dal colonnello John R. Huessy, è la più grande sezione tecnica della Società svizzera degli ufficiali. Dal 1997 la società degli ufficiali AVIA DCA e AVIA PILOTI sono confluite in un’unica associazione, l’AVIA Società degli ufficiali delle forze aeree. I suoi scopi sono quelli di difendere gli interessi degli ufficiali delle forze aeree; promuovere delle forze aeree efficaci, in modo particolare per quello che concerne l’effettivo, l’organizzazione, l’equipaggiamento, la formazione e i quadri; intrattenere relazioni con le autorità e con le organizzazioni nazionali e internazionali che hanno come scopo la politica di sicurezza; coordinare e sostenere le attività delle sezioni AVIA e dei suoi membri; promuovere lo spirito di camerateria e lo spirito di corpo.
La Società ticinese degli ufficiali, fondata nel 1851 con il nome di Società militare ticinese, è la sezione locale della Società svizzera degli ufficiali, promuove il cameratismo tra gli affiliati e si ripropone di favorire l’aggiornamento delle loro conoscenze militari.
L’”AVIA SI” rispecchia la doppia anima con la quale sono organizzate le forze aeree svizzere e accoglie quindi nei suoi organi ufficiali provenienti dall’aviazione da una parte e dalla difesa contraerea dall’altra. Alla presidenza, a partire dal 1981, si sono succeduti il colonnello Annibale Rabaglio, il tenente colonnello Armando Giani, il tenente colonnello Siro Muschietti, il capitano Emilio Rossi, il maggiore Decio Cavallini, il capitano Renato Scheurer, il maggiore Silvano Petrini, attuale presidente. I soci sono attualmente una novantina.
Le attività ricorrenti dell’Associazione consistono in un assemblea annuale ordinaria e una giornata di svago e/o di informazione: di particolare rilievo fu quella del 1986 negli Stati Uniti, altre si svolsero per esempio al cantiere della galleria del Gottardo o alla scuola paracadutisti di Magadino. Completano la serie delle attività annuali un esercizio di tiro alla pistola, una castagnata familiare e la cena sociale; inoltre, dal 1994, la sede sociale del Ristorante Grotto Serta di Lamone, ospita un informale Stammtisch a cadenza mensile (con l’esclusione dei mesi di luglio e agosto).